LUI, LEI E… L’ARMADIO -La storia del mese-

Nel mese dedicato all’amore (San Valentino, ci tengo però a precisare, è una festa che detesto) ho deciso di trattare l’argomento coppia e organizzazione, partendo dalla consueta STORIA DEL MESE.
Autunno, periferia milanese.
Mi presento un sabato mattina per un classico lavoro di riorganizzazione dell’armadio di lei, dopo averla incontrata e accolto il suo disagio nel non riuscire più a gestire gli spazi. Era stata chiara da subito: avrei dovuto sistemare solo la sua parte e non quella del compagno, dato che lui non voleva sentire parlare di decluttering.
Come già più volte ribadito, del resto, il fatto di “ricominciare da capo”, lasciando andare -questo vale per qualsiasi cosa, anche per i vestiti- è un’esigenza che deve partire dal profondo.
Nessun problema, quindi: avrei aiutato LEI ad avere la sua parte di armadio come la voleva, coniugando al meglio necessità, abitudini e stile di vita. Sarebbe stato un allestimento che prevedeva una netta divisione tra abbigliamento da lavoro (il classico di “rappresentanza” di una persona che lavora in ufficio e riceve clienti) e l’abbigliamento da tempo libero, decisamente più casual e giovane.
La sorpresa è arrivata non appena ho aperto le ante: molte cose di lei erano mescolate a quelle di lui, in un tripudio di jeans con brillantini taglia 42 e maglioni a coste taglia XL. Per forza di cose, quindi, prima di tutto, sono stati divisi i capi e non solo gli spazi. Il resto del lavoro, quindi, è proseguito nella solita maniera: decluttering, revisione delle grucce, piccoli consigli di stile e via dicendo…

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Nel bel mezzo di questa fase, ecco arrivare LUI.
Noi andiamo avanti spedite, siamo a buon punto: il “nuovo” armadio ha decisamente un altro aspetto, ordinato, chiaro, ogni cosa è ben visibile e a portata di mano.
LUI, in tutto questo metti-togli-sposta-appendi-piega, sembra divertito e decisamente meravigliato. La prende amorevolmente in giro per tutto quel cambiamento, le dice che avrebbero dovuto organizzare da subito ogni cosa e la sfida a conservare quell’ordine.
Poi, come un colpo di scena degno del miglior thriller, dice: “Senti, non che aiuteresti a sistemare anche il mio?”
A LEI è cascata la mandibola ed io sono scoppiata a ridere…
In questo caso il lavoro è stato diverso perché è stata molto più impegnativa la parte del decluttering: ogni cosa, secondo LUI, si poteva ancora utilizzare.
Gli ho fatto indossare quei jeans di 2 taglie in più e l’ho invitato a guardarsi allo specchio, abbiamo esaminato per bene che i maglioni fossero in buono stato, il bomber degli anni universitari, invece, ci ha fatto ridere alle lacrime per come gli stava e, per concludere, una piccola consulenza su nuovi outfit, utilizzando i capi già presenti… et voilà, il gioco era fatto.
Siam sempre qui: valorizzare quello che abbiamo ed eliminare quello che non ci rappresenta più.
La mia personale soddisfazione è arrivata dopo un mese quando, non solo mi hanno fatto vedere che tutto era ancora in ordine, perché più facile da gestire, ma ho notato che con l’armadio ben organizzato hanno anche imparato a valorizzare loro stessi.
Cosa avrei potuto sperare più di così?!

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Marika Menarello
info@casapoetica.it

Sono una professional organizer e insieme rendiamo la tua casa libera dal superfluo.

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